Verso svartifoss, e poi, ora ormai, Grundarfjordur

“Foss” qui vuol dire cascata, e qui ce ne sono di visioni d’acqua che scendono verso di te con superba curiosità, chiedendoti perché sei lì e cosa vuoi trovare, perché loro lo sanno, e ti osservano per metterti alla prova. Non dovrai chiederglielo, solo stare ad ascoltare te stesso che ne guardi la furiosamente silenziosa voce che scorre. E dopo ghiacci, e erba, ed entrambi gli elementi insieme, a tenersi per mano, e poi nulla più se non nebbia, e poi un cono di sole che sembra una gamba di Dio che scavalcando il cielo viene a vedere se è tutto a posto, e poi acqua, e poi neve, e ghiaccio che traballa sicuro sull’acqua, ed erba. Tutto insieme, a rincorrersi e a scavalcarsi. Su tutto, l’aurora serpeggia silente, ma la devi saper guardare, altrimenti non esiste.

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